Piacenza: cosa vedere seguendo i consigli dei “local”

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ll punto di partenza per andare alla scoperta dei Colli Piacentini è la città di Piacenza, che per questo motivo spesso diventa così solo un punto di passaggio. Eppure anche a Piacenza le cose da vedere sono numerose. Tra chiese, teatri, palazzi e musei, Piacenza è un tesoro da scoprire passo dopo passo durante una passeggiata nel suo centro.

Se volete conoscere meglio il volto storico e artistico di Piacenza, ecco cosa vedere in uno o più giorni, per viverla al meglio e scoprire curiosità, prodotti tipici e ristoranti che solo chi abita qui conosce bene.

Cosa vedere a Piacenza (10 posti)

Nonostante si tratti di uno dei capoluogo di provincia dell’Emilia Romagna (e attenzione, non della Lombardia come molti credono!), Piacenza è una città di dimensioni non eccessive, che può tranquillamente essere visitata a piedi.

Una sola giornata è sufficiente per visitare i punti di interesse principali, ma se si vuole approfondire a pieno ogni monumento allora potreste valutare di prolungare ulteriormente la vostra visita. Prima però, per iniziare a farvi un’idea su cosa vedere a Piacenza, vi lasciamo qui un riepilogo di tutte le possibili tappe.

1. Piazza Cavalli

Piazza Cavalli rappresenta il cuore della città di Piacenza. È da sempre un luogo di incontro, che già nel medioevo gli abitanti frequentavano abitualmente per fare affari nel mercato cittadino.

Il nome della piazza, che un tempo era in realtà “Piazza Grande”, deriva dalla presenza di due grandi statuerappresentati, appunto, dei cavalli. I cavalieri rappresentati in sella sono Alessandro e Ranuccio Farnese, che furono rispettivamente il terzo e il quarto duca di Parma e di Piacenza. Poste qui nel 1600, non tutti sanno che in realtà dietro al posizionamento delle statue ci fu una mossa un po’ “politica”.

Le statue dei cavalli vennero infatti commissionate da Ranuccio Farnese, che all’epoca non godeva di grande popolarità. L’installazione delle opere, realizzate da Mochi da Montevarchi in ben 13 anni di lavoro, fu quindi un modo del duca per cercare di migliorare il suo credito, oltre che di omaggiare la figura del padre Alessandro.

2. Duomo di Piacenza

Il duomo di Piacenza, intitolato a Santa Maria Assunta e Santa Giustina, sorge a circa 10 minuti a piedi da Piazza Cavalli. La sua origine è datata all’incirca tra l’XI e il XII secolo, risultando ancora adesso uno degli esempi meglio conservati di architettura romanica. Proprio a causa dall’appartenenza a questa corrente stilistica l’esterno può apparire molto austero. Una volta entrati, però, bisogna ricredersi. Gli affreschi e i decori, infatti, adornano tutto l’interno. L’elemento più suggestivo è la cupola affrescata dal Guercino, artista molto richiesto in Italia durante il ‘600.

L’ingresso al Duomo di Piacenza è gratuito, ma dietro il pagamento di un biglietto è possibile effettuare la salita fino alla cima della Cupola che con i suoi 136 gradini raggiunge un’altezza massima di 27 metri. 

3. Musei di Palazzo Farnese

Tra le cose da vedere a Piacenza e che non bisogna assolutamente perdere ci sono i Musei di Palazzo Farnese, un’esposizione di pezzi storici estremamente ampia che occupa interamente questo sfarzoso edificio d’epoca. All’interno sono visibili opere d’arte come sculture e dipinti, ma anche documenti originali appartenenti al periodo garibaldino.

I Musei di Palazzo Farnese si dividono infatti 7 diverse aree, che sono:

  • La Pinacoteca
  • Il Museo delle Carrozze
  • Il Museo Civico
  • La Collezione Rizzi Vaccari
  • Il Museo delle ceramiche
  • Museo del Risorgimento
  • Il Museo Archeologico

L’acquisto di un solo biglietto da l’opportunità di accedere a tutte le sezioni, che su richiesta possono essere visitate insieme a una guida. 

4. Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

Gli appassionati di Arte Moderna potranno apprezzare la Galleria Ricci Oddi, un museo istituito nel 1931 dal collezionista d’arte Giuseppe Ricci Oddi e a cui questa pinacoteca è intitolata. All’interno si trovano pezzi di immenso valore artistico, tra cui uno dei primi quadri di Francesco Hayez. Nonostante ciò l’opera più famosa di tutte è sicuramente il “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt, la cui storia è molto travagliata.

Il dipinto, realizzato tra il 1916 e il 1917, fu acquistato da Giuseppe Ricci Oddi in persona, ma venne rubato il 22 febbraio 1997, giorno in cui scomparve misteriosamente. Fu ritrovato solamente oltre vent’anni dopo avvolto in un sacco della spazzatura, in una botola nascosta all’interno del museo. Da allora, a partire dal 2020, il quadro di Klimt è tornato così nuovamente visibile all’interno della galleria dove è presente tutt’oggi. 

5. La Galleria Alberoni

La galleria Alberoni sorge all’interno del Collegio Alberoni, in prossimità della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Oltre alla biblioteca storica, la Galleria Alberoni è visitata ogni anno da persone interessate a vedere dal vivo l’”Ecce Homo” di Antonello da Messina, una delle rappresentazioni della figura di Cristo più conosciuta al mondo. 

6. La Basilica di Santa Maria di Campagna

La Basilica di Santa Maria di Campagna, posta lungo il perimetro delle mura cittadine, è una delle cose da vedere a Piacenza se si ama l’arte rinascimentale. Le opere d’arte conservate all’interno, di chiara derivazione barocca, sonomoltissime. Ciò che più colpisce è però la cappella affrescata che vede il mescolarsi di figure religiose ad altre di derivazione pagana.

Al fine di dare la possibilità di vedere i dettagli della cappella in modo ancora più ravvicinato, dall’inizio del 2024 è diventato possibile salire sulla cupola.

7. La Chiesa di Sant’Antonino

Intitolata al patrono di Piacenza, anche la Chiesa di Sant’Antonio, così come il Duomo, rispecchia in pieno lo stile romanico. La struttura originaria risale infatti all’esatta metà del 300, ma risulta oggi molto differente dalla sua “versione primaria” a causa dei continui arricchimenti decorativi. Oltre che per la presenza di una particolare torre di forma ottagonale, la Chiesa di Sant’Antonio viene ricordata anche alcuni fatti storici, tra cui l’incontro avvenuto alla presenza di Federico Barbarossa per stabilire parte degli accordi preliminari della Pace di Costanza, firmata poi nel 1183.

8. La chiesa di Santa Maria in Cortina e il Pozzo

Posta di fronte al Teatro Municipale, di cui vi parleremo tra poco, la chiesa di Santa Maria in Cortina viene ricordata per essere stata con molta probabilità il luogo di sepoltura di Sant’Antonino, che venne martoriato nella vicina Travo, in Val Trebbia.

La salma del santo venne poi spostata nell’attuale chiesa di Sant’Antonio, ma inizialmente pare si trovasse in quello che viene chiamato “il Pozzo”, ossia un vano sotterraneo accessibile solamente da una piccola porticina nascosta nella sacrestia. Si tratta di un luogo sicuramente non adatto ai claustrofobici, ma estremamente affascinante, che durante l’anno viene occasionalmente aperto al pubblico per alcune visite.

9. La Chiesa di San Sisto

La Chiesa di San Sisto è tra le più antiche di tutta Piacenza. Attualmente ha un impianto rinascimentale ma nell’VIII secolo, prima che venisse ricostruita, era sede di un convento di monache benedettine, motivo per cui presentava un aspetto ben diverso.

A oggi quindi le sue fattezze sono decisamente diverse rispetto a quelle iniziali, che hanno visto un graduale arricchimento attraverso delle opere d’arte. Tra le molte si ricorda un quadro di Raffaello, quello della “Madonna Sistina”, la cui opera originale era posta proprio sull’altare. Ora, purtroppo, ne è visibile solo una copia in quanto il pezzo autentico è conservato nel museo di Dresda, in Polonia, dopo essere stato venduto a fine ‘700 ai polacchi dai monaci benedettini.

10. Il Teatro municipale

Inaugurato all’inizio dell’800, il Teatro Municipale di Piacenza è considerato tra i più bell’Italia, come anche lo stesso Stendhal affermò.

All’epoca della sua costruzione venne visto come uno spazio rivoluzionario, soprattutto in termini architettonici. La sala infatti presenta un impianto a tre quarti d’ellisse, e non più ad “U” come erano stati concepiti i teatri fino ad allora. Ciò permise di migliorare notevolmente l’acustica. A rendere così affascinante la struttura vi sono anche le decorazioni interne, realizzate con una cura minuziosa.

Per chi desiderasse vederlo, il Teatro Municipale di Piacenza è sempre accessibile in occasione degli spettacoli, oltre che su prenotazione durante le visite guidate per i gruppi. 

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Cosa e dove mangiare a Piacenza

Ovviamente una visita a Piacenza non può concludersi senza prima essersi fermati ad assaggiare uno dei piatti tipici locali. I piacentini vanno molto fieri della loro tradizione gastronomica, perciò non avrete problemi a trovare nei menù dei ristoranti tutti i capisaldi della cucina tradizionale. Per farvi partire già preparati sul tema, ecco quindi cosa aspettarvi.

Cosa mangiare a Piacenza

I protagonisti della cucina piacentina sono sicuramente i salumi, che per tradizione vengono accompagnati da un buon calice di Gutturnio, un vino rosso molto diffuso in zona. Oltre ai salumi, però, sono parecchie le cose da assaggiare nella città di Piacenza.

Molte di queste specialità si possono ritrovare anche nei circostanti borghi dei Colli Piacentini, dove a seconda della valle in cui ci si trova possono essere preparate in modo leggermente differente. In generale, però, ci sono dei “grandi classici” che è possibile incontrare in tutta la provincia, Piacenza inclusa.

Tra le cose da mangiare a Piacenza ci sono: 

  • I formaggi e i salumi piacentini, in particolare la pancetta, il salame e la coppa DOP
  • I tortelli della coda, originari della Val Nure ma ormai diffusi anche a Piacenza, che consistono in pasta ripiena ricotta ed erbette
  • I pisaréi e fasö, gnocchetti di pangrattato conditi con un sugo di fagioli e lardo
  • Gli anolini, serviti rigorosamente in brodo, e con ripieno di carne. Se ci si sposta in Val d’Arda, però, è più probabile trovarli nella variante con ripieno di parmigiano. 
  • La coppa arrosto, lasciata cuocere in forno e servita a fette nel suo sughetto
  • La “picula ‘d cavall”, una sorta di ragù fatto di carne trita di cavallo, che viene solitamente accompagnato dalla polenta
  • Il coniglio alla piacentina, preparato con l’aggiunta di pancetta tagliata a cubetti e fatta rosolare in padella
  • Le lumache, fatte lessare e poi condite con sugo di pomodoro. Sono considerate un piatto magro tipico soprattutto del Natale

Nel caso aveste ancora un po’ di posto nello stomaco, allora riempitelo con qualche dolce tradizionale, che potete trovare sia nei ristoranti che nei panifici storici della città.

I dolci piacentini più tipici sono: 

  • I busslanein, dei biscotti a forma di ciambella perfetti per essere inzuppati nel Vin Santo 
  • I Turtlitt, frittelle con ripieno di mostarda o di castagne, facili da trovare nei mesi di gennaio e febbraio
  • Il latte in piedi, un budino con latte e burro, dal sapore molto delicato

È inoltre molto varia l’offerta di torte e crostate, che spesso vengono preparate con l’aggiunta di farina di castagne o frutta secca. 

Dove mangiare a Piacenza

Ora che vi abbiamo dato dei consigli su cosa mangiare a Piacenza, è giunto il momento di dare qualche informazione utile anche su dove poter ordinare queste prelibatezze locali. Vi lasciamo perciò qui di seguito alcune proposte di posti dove mangiare a Piacenza.

I migliori ristoranti di Piacenza sono:

  • L’Antica Trattoria dell’Angelo – Via Tibini, 14
    L’ideale se si cerca un posto dove mangiare bene a Piacenza, a buon prezzo e con porzioni abbondanti. Questa è infatti la tipica trattoria di una volta, dall’ambiente informale e accogliente, dove trovare la vera cucina piacentina. È difficile consigliare un piatto forte del menù, perché tutto è buonissimo, ma forse i pisaréi e fasö conquistano un posto speciale nel cuore.
  • Enoteca da Renato – via Roma 24
    Un’enoteca dove poter anche mangiare, consigliata a chi oltre alla cucina vuole provare i vini piacentini. Le etichette disponibili, infatti, sono circa 1200. Lasciatevi perciò consigliare dalla proprietaria, che vi indicherà anche che piatto abbinare ad anolini e tortelli. Buonissimi anche i dolci, tutti fatti in casa.
  • Trattoria Pireina – Via Borghetto, 137
    Un posto dove sentirsi a casa, anche grazie alla gentilezza e alla simpatia del personale che mette subito a proprio agio. Gli interni sono semplici ma molto curati, cosa che lascia trasparire fin da subito l’attenzione al dettaglio che si ritrova anche nei piatti. Da segnalare anche la carta dei vini, che nasconde qualche chicca inaspettata.

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Dove dormire a Piacenza

È vero, Piacenza è perfetta per una gita in giornata. Tuttavia, se si vuole conoscerla a fondo, l’ideale è fermarsi qualche notte in più in modo da esplorare nel dettaglio tutte le sue peculiarità. Se avete perciò intenzione di pernottare a Piacenza, sicuramente non avrete difficoltà a trovare una struttura dato che l’offerta alberghiera è molto sviluppata. Come sempre, però, noi vi lasciamo comunque alcuni suggerimenti

Dove dormire a Piacenza:

  • Grande Albergo Roma – via Cittadella, 14
    Una sistemazione adatta a chi si vuole un po’ far viziare soggiornando in un hotel storico e con arredi classici ed eleganti. Tra i punti a suo favore c’è anche la presenza della palestra e di un piccolo centro benessere. Le suite, inoltre, dispongono anche di vasca idromassaggio privata.
  • B&B Casa Del Profumo –  Via Scalabrini, 42
    Un piccolo Bed&Breakfast dagli arredi molto ricercati, con alcuni pezzi di design particolari e simpatici. Le camere spaziose dispongono inoltre di un piccolo angolo cottura. É molto comodo per visitare il centro muovendosi a piedi, senza perciò dover utilizzare l’auto.
  • B&B Palazzo Malaspina – Via Borghetto, 7
    Situato in un palazzo storico del centro, la struttura è decisamente di impatto già dall’arrivo, con gli esterni che riportano indietro nella Piacenza rinascimentale. Lo stesso fascino lo si respira anche nelle camere. Consigliato a chi ama le dimore storiche. 

Oltre Piacenza: cosa vedere nei dintorni

Nel caso in cui si scelga di trascorrere qualche notte a Piacenza, allora perché non approfittarne per vedere anche i dintorni? Piacenza è infatti un’ottima base di partenza per visitare i vicini borghi e castelli dei Colli Piacentini, che possono facilmente essere raggiunti in macchina o con i mezzi pubblici.

Tra le cose da vedere vicino a Piacenza ci sono:

Per visitarli tutti probabilmente non sarebbe sufficiente un’intera settimana. Ciò però può essere un’ottima scusa per poter ritornare e per scoprire, al contempo, altre cose da vedere a Piacenza.

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